La verità di Materazzi su Berlino: “Ecco cosa dissi davvero a Zidane”

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Materazzi cfarà uscire un libro a sua firma in cui ricostruisce tutta la vicenda. Ma intanto ecco una importante anticipazione

Sono passati 10 anni da quella finale. Dieci anni dalla magia di Berlino, dal rigore di Grosso, dalla traversa di Trezeguet, dalla Coppa del Mondo sollevata da Cannavaro.

Sono trascorsi dieci anni anche dalla testata che Zinedine Zidane assestò sul petto di Marco Materazzi. Forse l’episodio che ha cambiato la finale mondiale, sicuramente l’immagine simbolo della disfatta francese.

Il racconto di Materazzi sulla testata di Zidane

Ecco, dopo così tanti anni, discorsi, articoli e restroscena su cosa abbia detto il difensore italiano per provocare la reazione di Zidane, arriva la risposta definitiva. E a raccontarla è proprio il protagonista, quel Materazzi che segnò il pareggio dopo il rigore segnato – guarda caso – proprio da Zidane. A breve uscirà un libro a sua firma in cui ricostruisce tutta la vicenda. Ma intanto ecco una importante anticipazione.

Pronunciai parole stupide, ma non tali da provocare una reazione del genere – ha detto Materazzi – In qualsiasi campo, da Roma a Napoli, da Milano a Parigi, si sentono cose ben peggiori“. “La storia è stata raccontata male – ha aggiunto Matrix – ed è per questo che ho deciso di pubblicare un libro su quell’episodio, perché tutto il mondo mi ha sempre chiesto cosa avessi mai detto a Zidane per farlo reagire così. Ho parlato di sua sorella, ma non di sua madre come invece ho letto su alcuni giornali. Non avrei mai potuto farlo. Mia madre è morta quando avevo 15 anni e non sarei mai potuto scendere così in basso da insultare la sua. Non ho mai capito come quell’episodio abbia raggiunto certi livelli di notorietà. Spesso, in Italia, i tifosi mi dicono che ho fatto bene a dargli la testata. Questo mi innervosisce, perché sono io quello che alla fine l’ha presa! Zidane? Non gli porto rancore e mai lo farò. Quella frase ha cambiato la mia vita? No, ciò che ha cambiato la mia vita sono stati i due gol“.

fonte…..qui

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