STRAGE DI STUDENTI ERASMUS, BUS SI RIBALTA IN SPAGNA: 13 MORTI, SETTE SONO ITALIANI

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STRAGE DI STUDENTI ERASMUS, BUS SI RIBALTA
IN SPAGNA: 13 MORTI, SETTE SONO ITALIANI

Salgono a sette le vittime italiane tra le 13 persone che ieri hanno perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto in Catalogna, che ha coinvolto un autobus con a bordo 57 studenti Erasmus assegnati a Barcellona, di 22 nazionalità diverse. Vi sarebbero 5 italiani anche tra i 34 feriti ricoverati. Il nome della prima italiana identificata è Valentina Gallo, 22enne fiorentina che si trovava in Spagna da metà gennaio e sarebbe tornata in Italia prima dell’estate. La seconda èElena Maestrini, 21 anni, di Gavorrano, in provincia di Grosseto, che è stata dichiarata morta alle quattro di stamattina, a causa delle gravi ferite riportate nell’incidente. Elena, che studiava Economia, sarebbe dovuta tornare a casa per festeggiare la Pasqua con la famiglia. Un’altra vittima proveniva da Torino e si chiamava Serena Saracino. La conferma del suo decesso è arrivata attraverso la famiglia. La quarta vittima veniva dalla Liguria e si chiamava Francesca Bonello, studiava Medicina all’Universitat de Barcelona di Gran Via de les Corts Catalanes ed aveva 23 anni. Le altre tre vittime sono Elisa Valent, Lucrezia Borghi e Elisa Scarascia Mugnozza.

INDAGATO L’AUTISTA L’autista dell’autobus è indagato per 13 omicidi per ‘imprudenza’, secondo il codice spagnolo, riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia. L’uomo, 63 anni, è stato rimesso in liberta la notte scorsa dopo essere stato interrogato a lungo dalla polizia regionale catalana. TUTTI I NOMI Le studentesse italiane vittime dell’incidente del bus in Catalogna sono sette. Ecco la lista dei nomi: Francesca Bonello; Elisa Valent; Valentina Gallo; Elena Maestrini; Lucrezia Borghi; Serena Saracino; Elisa Scarascia Mugnozza. Le famiglie, si apprende, sono informate ma non hanno ancora fatto il riconoscimento, tranne per Valentina Gallo. LO SFOGO DI UN PADRE «Quello che chiedo è che queste cose non accadano mai più: gli spostamenti dei giovani, che sono la nostra speranza e il nostro futuro, devono avvenire in sicurezza, con mezzi in buone condizioni, non alle 4 del mattino con autisti forse stanchi». Lo afferma Alessandro Saracino, padre Serena, la studentessa torinese morta nell’incidente di Tarragona, in Spagna. «Non è colpa di nessuno – dice – ma non è possibile che giovani che vanno in un Paese amico come la Spagna per studiare perdano la vita in un modo così assurdo». “TUTTI GRIDAVANO” «È stato tutto un girare e cadere. La gente gridava e piangeva. Ci siamo sentiti perduti, tutto era buio. È stato orribile». È il racconto dei terribili attimi dell’incidente del bus degli studenti Erasmus fra Valencia e Barcellona di una ragazza rimasta ferita, ora ricoverata all’ospedale di Tortosa. La giovane, intervistata dal quotidano catalano El Periodico ha chiesto che non fossero resi noti il suo nome e nemmeno la nazionalità, per timore di mettere in angoscia i genitori. «L’ultima cosa che desidero e farli stare male. La paura che ho vissuto io è più che sufficiente». Ha mandato un messaggio con il cellulare al fratello, per rassicurarlo. Gli ha chiesto di non dire nulla ai genitori. Ha il braccio sinistro bendato e immobilizzato. Della dinamica dell’incidente non ricorda quasi nulla, perché dormiva. È passata dal sonno a un incubo da sveglia in qualche decimo di secondo. Al momento dell’incidente, racconta, «quasi nessuno era sveglio, perché nessuno aveva dormito da quando eravamo partiti la mattina prima, sabato, da Barcellona». Il bus, con gli altri quattro della ‘carovanà degli Erasmus, era partito verso le tre del mattino, dopo la notte trascorsa al Festival del Fuoco de Las Fallas. Tre ore dopo, alle sei, lo schianto e l’incubo.

fonte…..qui

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